Resoconto incontro “sperimentare il progetto”

Come preannunciato si è tenuto il 19 giugno l’incontro “Sperimentare il Progetto” presso la casa dell’Architettura a Roma. L’incontro, promosso dai colleghi dei settori di composizione e di urbanistica coinvolgeva tutte le società scientifiche dall’ICAR/10 all’ICAR/21 ed ha visto la nostra presenza, come Ar.Tec, nella tavola rotonda finale.

L’incontro ha avuto lo scopo di dibattere 3 temi:

– la possibilità per i docenti di esercitate una attività di progettazione all’interno dell’università vedendola riconosciuta (attualmente è necessario essere a tempo parziale) nonchè la possibilità di svolgere attività di progettazione come dipartimenti;

– la relazione tra attività di progettazione ed insegnamento

– la possibilità di riconoscere il progetto come prodotto di ricerca.

In merito al primo punto è stato ricostruito il quadro legislativo vigente anche di tipo comunitario. Appare esserci una incongruenza (a quanto riportato) tra normativa comunitaria ed obblighi derivanti dalla legge Gelmini sul piano dell’attività personale, viceversa pare non esserci alcun vincolo in merito all’esercizio di tale attività dai dipartimenti in quanto soggetti economici. Tale punto ha sollevato tuttavia una serie di interrogativi importanti nei rapporti con gli ordini professionali e nella possibilità di utilizzo di attrezzature pubbliche per l’assolvimento di incarichi professionali (seppur dipartimentali).

Riguardo al secondo punto sono intervenuti su invito colleghi di SSD quali la composizione e l’urbanistica che hanno collegato la necessità di un riconoscimento dell’attività progettuale alla possibilità di insegnamento.

L’ultimo punto  è stato stato quello più centrato rispetto ai compiti di una società scientifica. Inoltre sono stati attuati, prima della tavola rotonda, una serie di interventi che hanno permesso di avere indizi su come si potrebbe configurare la terza tornata dell’ASN.

Era presente un rappresentante dell’ANVUR che ha chiarito il fatto che si prevede per la terza tornata un allentamento del discorso delle mediane, con maggiore discrezionalità alle commissioni da questo punto di vista. Ha inoltre chiarito il fatto che risulta già oggi possibile inserire i progetti come prodotti di ricerca, tuttavia si pongono una serie di questioni relative al vaglio della comunità scientifica su tali prodotti (aspetto che oggi porta a considerare le pubblicazioni inerenti il progetto) e non ultimi problemi relativi alla forma del prodotto.

La discussione sulla possibilità relativa che i progetti possano essere considerati prodotti di ricerca è avvenuta nella tavola rotonda. Ogni associazione ha avuto 6 minuti. In tale tempo il rappresentante ArTec (Presidente) ha evidenziato le difficoltà che ha creato un sistema che ha assolutizzato la valutazione della ricerca a scapito degli altri compiti che ha l’università. Pur riconoscendo i meriti dell’introduzione di un sistema di valutazione e la necessità di mantenere attivo il processo valutativo, il rappresentante ArTec ha evidenziato che questo stato di cose ha depresso l’impegno dei docenti verso aspetti diversi dalla ricerca, che tuttavia sono fondamentali sia per la formazione delle future generazioni che per il rapporto con il territorio. Questo sistema inoltre ci costringe oggi a fare domande che così formulate non ammettono risposta. Nè un progetto, nè un articolo, nè una monografia possono definirsi prodotti di ricerca per il solo fatto di esistere. Sono il vaglio della comunità scientifica (ex-ante), e le conseguenze che creano effettivamente questi prodotti, come impatto  sulla comunità scientifica stessa (ex-post), che determinano, con diverso grado, il loro poter essere o meno definiti prodotti di ricerca.

A conclusione il moderatore della tavola rotonda ha proposto la costituzione di una rete di società per il progetto per una posizione unitaria in termini di colloquio con il Ministero.

 

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