Verso un nuovo Decreto Legge ?

Il 10 luglio il Capo del Dipartimento per l’Università, Prof. Marco Mancini ha incontrato i rappresentanti di alcune organizzazioni sindacali fornendo ulteriori spunti rispetto alle attività di revisione dell’impianto legislativo sull’Università.

Mancini ha evidenziato il fatto che il ministro Stefania Giannini intende proporre al Consiglio dei Ministri a fine luglio/primi di agosto  un Decreto Legge che riguarderà  la Scuola e l’Università ed incontrerà, per fornire maggiori informazioni, il Presidente del CUN il 22 c.m. (nello stesso giorno si terrà una riunione CUN di area 08 allargata ai rappresentanti delle società scientifiche).

Pertanto si preannuncia una revisione che, rispetto alle indiscrezioni iniziali, potrebbe riguardare non solo i decreti attuativi della Legge Gelmini, bensì la legge stessa.

Per quanto riguarda l’Università gli argomenti del DL saranno cinque:

– rivisitazione dell’impianto dell’ASN

– semplificazione degli adempimenti degli atenei per la valutazione della didattica;

– revisione del sistema dei punti organico e riequilibrio del turn-over tra atenei;

– reclutamento straordinario

– revisione dei meccanismi connessi al numero chiuso per i corsi di laurea con accesso programmato.

 

1. ASN, rivisitazione.

Si prevede di rivedere sostanzialmente l’art. 16 della Legge 240/2010.

Saranno previste probabilmente due tornate ogni anno per la presentazione delle domande di abilitazione al fine di alleggerire la pressione e l’eccessiva numerosità delle domande della prima tornata ASN 2012. Si intendono introdurre elementi di semplificazione per rendere, anche se non proprio “a sportello”, ma comunque più fluida l’abilitazione. Mancini ha sottolienato la volontà del Ministero di non modificare il senso dell’abilitazione scientifica lasciando che valuti aspetti scientifici piuttosto che didattici (in capo agli atenei ed ai Dipartimenti che effettueranno le chiamate). Con il D.L. si intende rivedere la presenza e il ruolo del membro Ocse nelle Commissioni dell’ASN. Si dovrà pertanto intervenire anche sui decreti attuativi come ad esempio il D.M. n. 76 o il D.M. n. 222.

Un obiettivo ribadito con forza è la revisione del ruolo dell’ANVUR così come i criteri ed i parametri fissati dall’ANVUR stesso. Il Ministero al proposito intende ristabilire un confronto in merito alle scelte politiche con il CUN per  risolvere questioni che riguardano il “peso” ed il rapporto dimensionale tra diversi SSD nel settore concorsuale. Il Ministero non intende tornare indietro alla passata polverizzazione dei SSD con numeri non sostenibili come 4 o 5 ordinari per settore e pertanto cercherà un coordinamento con il CUN per ridefinire i confini dei singoli settori concorsuali. In sostanza saranno rimodulati i recinti dei settori concorsuali e garantita la giusta rappresentatività di ogni singolo SSD.

2. Semplificazione adempimenti degli Atenei per criteri di valutazione della didattica.

Si fa riferimento sostanzialmente al DL n. 19. Il Ministero proporrà la semplificazione delle procedure di valutazione ex-ante degli Atenei per quanto riguarda le procedure di accreditamento e sistemi come AVA, ecc.

3. Punti organico e riequilibrio del turn over tra gli Atenei.

Si fa riferimento essenzialmente al DPCM n. 49, art. 5 e 7. Il Ministero vorrebbe porre rimedio allo squilibrio generato nel turn over dei diversi Atenei, introducendo una quota minima (orientativamente 20-25%) di recupero dei pensionamenti, cui si andrebbe ad aggiungere la premialità di Ateneo. L’esigenza dei singoli Atenei di soddisfare le aspettative di crescita e di sviluppo occupazionale si dovrà però coniugare con il limite imposto dal Mef come tetto nazionale della spesa pubblica per le nuove assunzioni. Il Ministero ha dichiarato inoltre l’intenzione di elieminare il legame’ tra il bando dei posti a ordinario e quelli a ricercatore di tipo B. Per i non abilitati e ricorrenti il Ministero non intende destinare fondi speciali o riaprire i termini per l’ASN 2013.

4. Reclutamento straordinario.

Si rende particolarmente pressante l’esigenza di attuare un Piano Straordinario per i ricercatori a tempo determinato. Il numero dei posti non è ancora stabilito perché vincolato alla disponibilità del MEF. Tali posti saranno relativi al FFO 2014 e il meccanismo di allocazione economica potrebbe concretizzarsi nell’aumento del fondo di 10 milioni di euro già predisposto dal precedente ministro Profumo. Non è ancora stata chiarita la ‘tipologia’ dei posti di ricercatore da bandire (RTDa e/o RTDb).

5. Numero chiuso.

Con il D.L. che si intende proporre non sarà abolito il numero programmato per l’accesso all’Università anche se si intende modificare le modalità di selezione, considerando, in particolare, il “sistema francese”.

 

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