Riflessione congiunta delle società scientifiche del settore concorsuale 08/C1 in merito all’abilitazione scientifica nazionale

Riflessioni delle società Scientifiche rappresentative del Settore Concorsuale 08/C1 sul “Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale …” di cui al DM 7 giugno 2016 n.120

Le Società Scientifiche rappresentative del Settore Concorsuale 08/C1 (ICAR10,11,12,13), in considerazione dell’art.3 del DM in oggetto secondo il quale “la Commissione si attiene al principio in base al quale l’abilitazione viene attribuita esclusivamente ai candidati che hanno ottenuto risultati scientifici significativi riconosciuti come tali dalla comunità scientifica di riferimento” sono di seguito a richiamare alcuni principi già espressi precedentemente alla tornata relativa all’abilitazione scientifica nazionale per gli anni 2012 e 2013 utili a meglio definire il rapporto tra i risultati conseguiti da ciascun candidato e la comunità scientifica di riferimento (cfr. Allegato 1).

  1. L’articolazione dei criteri che porteranno alla selezione dei candidati dovrebbe tenere adeguatamente conto della complessità del ruolo che si richiede loro, complessità connotata dalle marcate specificità disciplinari che le succitate Società Scientifiche esprimono e che vanno adeguatamente salvaguardate per non disperdere un patrimonio culturale sedimentato nel tempo e che deve essere trasferito, conservandone le specifiche connotazioni scientifiche, ai giovani attraverso adeguate ed innovative modalità didattiche;
  2. Sarà importante pesare adeguatamente l’attitudine alla ricerca, attraverso un esame delle pubblicazioni, e più in generale dei “prodotti”, che tenga conto dell’originalità, dell’innovatività, dell’impatto delle tematiche trattate e del riconoscimento che la comunità scientifica ha loro riservato. In generale, sembra plausibile che questo criterio pesi in modo relativamente prevalente o quanto meno paritetico rispetto agli altri;
  3. E’ importante che la valutazione sia condotta nel merito attraverso un esame puntuale dei singoli prodotti della ricerca;
  4. Anche se i criteri non consentono di disarticolare adeguatamente le esperienze maturate dal candidato, un peso rilevante dovrà comunque avere il curriculum vitae e, al suo interno, non può
    essere assolutamente trascurata la componente dell’attività didattica che deve garantire – in termini di contenuti – il rispetto delle specificità disciplinari caratterizzanti;
  5. Per quanto riguarda i titoli, il Decreto Ministeriale definisce un elenco da cui selezionare i titoli ritenuti prioritari e che si presta a costituire un opportuno elemento di diversificazione tra ciò che si chiede ad un aspirante professore associato e ciò che può essere, invece, considerato un requisito indispensabile per un futuro professore ordinario. Si ritiene che i risultati scientifici, tanto per l’abilitazione alla prima che alla seconda fascia, possano essere adeguatamente valutati considerando prioritariamente: (a) l’impatto della produzione scientifica; (b) l’organizzazione o partecipazione come relatore a convegni di carattere scientifico in Italia o all’estero; (c) la direzione o partecipazione alle attività di un gruppo di ricerca caratterizzato da collaborazioni a livello nazionale o internazionale; (d) la direzione o partecipazione a comitati editoriali di riviste, collane editoriali, enciclopedie e trattati di riconosciuto prestigio;
    (e) i risultati ottenuti nel trasferimento tecnologico in termini di partecipazione alla creazione di nuove imprese (spin off), sviluppo, impiego e commercializzazione di brevetti; (f) le specifiche esperienze professionali caratterizzate da attività di ricerca del candidato e attinenti al settore concorsuale
    per cui è presentata la domanda per l’abilitazione. In subordine, in quanto meno caratterizzanti l’attività scientifica dell’intero settore concorsuale, altri elementi di valutazione possono essere individuati in ulteriori aspetti quali: (g) la partecipazione al collegio dei docenti, ovvero l’attribuzione di incarichi di insegnamento, nell’ambito di dottorati di ricerca accreditati dal Ministero; (h) il conseguimento di premi e riconoscimenti per l’attività scientifica, inclusa l’affiliazione ad accademie di riconosciuto prestigio nel settore; (i) la formale attribuzione di incarichi di insegnamento o di ricerca (fellowship) presso qualificati atenei e istituti di ricerca esteri o sovranazionali; (l) la responsabilità scientifica per progetti di ricerca internazionali e nazionali, ammessi al finanziamento sulla base di bandi competitivi che prevedano la revisione tra pari; (m) la responsabilità di studi e ricerche scientifiche affidati da qualificate istituzioni pubbliche o private.
  6. In uno scenario generale che valorizza la competenza specifica, sarà, inoltre, opportuno filtrare tutti i criteri di valutazione alla luce della coerenza disciplinare dei singoli prodotti del ricercatore, e anche più in generale del suo curriculum vitae e dei suoi titoli, rispetto al profilo del Settore, così come viene identificato nella relativa Declaratoria.DOCUMENTO IN PDF CON ALLEGATI

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